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DIARIO VISIVO

DIARIO VISIVO. La percezione del sé e i disturbi del comportamento alimentare
Convegno – dibattito


Il potere terapeutico della fotografia. E’ questo il tema trattato nel convegno "Diario Visivo La percezione del sé e i disturbi del comportamento alimentare”, organizzato dalla Fondazione Potito Istituto di Ricerca Diagnostica per Immagini e svoltosi il 15 Aprile 2016 presso lo spazio ArtGarage della Fondazione Potito, Istituto di Ricerca nel campo della medicina che promuove e svolge attività didattica attraverso convegni e seminari. Lo spazio dell'ARTGARAGE è un contenitore creato per ospitare attività culturali nel campo prevalentemente artistico.

Il convegno "Diario Visivo "coniuga due aspetti, da un lato quello più squisitamente medico scientifico dall'altro quello artistico ed emozionale dove l'arte della fotografia diventa terapia e la terapia è così Arte.
L’evento ha lo scopo di mostrare come, nell’ambito delle Arti Terapie, si stia sfruttando ormai da molti anni il potere terapeutico della fotografia.
Il Dibattito sarà condotto dall’artista fotografa Anna Fabroni, un’ ex modella che grazie all’utilizzo del medium fotografico è riuscita a sconfiggere l’anoressia e a costruirsi una nuova identità, e dalla dott.ssa Daniela Praitano – Psicologa Psicoterapeuta esperta in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale.
Al termine dell'incontro è stata inaugurata la mostra fotografica dal titolo "Diario Visivo " dell'artista Anna Fabroni, tuttora visitabie presso gli spazi dell'ArtGarage.

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Proiezione Film "Mi piace lavorare"

venerdi 10 aprile 2015 - ore 17.30

Fondazione Potito - via Conte Verde 9 a Campobasso

Mi piace lavorare (Mobbing)

proiezione del  film

a seguire dibattito con
Dott. Gabriele Antinolfi
Direttore Cineteca Nazionale Centro Sperimentale di Cinematografia

 

 

Mi piace lavorare (Mobbing) è un film  diretto da Francesca Comencini,  con  protagonista  una dimessa  Nicoletta Braschi  nella parte di Anna, una giovane donna  impiegata, separata, madre di una bambina di nome Morgana e figlia di un anziano genitore malato. Raccontato come un documentario, il bel film della Comencini mette in luce, oltre alla tragicità del mobbing, un'altra e altrettanto subdola nota. La protagonista Anna si identifica con il lavoro che svolge, esiste in quanto madre e in quanto impiegata, le piace questa condizione, la vive con assoluta tranquillità e quindi la negazione della sua professione è paradossalmente la negazione di se stessa. Come se oltre alle angherie dei capi e dei colleghi ci si mettesse qualcosa di ancora più drammatico, l'inconfutabile sensazione di non appartenere, di non ccontare nulla nella società.
Il film nasce soprattutto dal desiderio di offrire una testimonianza su «un fenomeno esemplare, perchè il senso di precarietà riguarda tutti noi, è un film intimista che va dritto al cuore e al contempo affronta un grosso problema sociale quale quello del  mobbing: ovvero della vessazione psicologica sul lavoro.» Dalla voglia di mostrarne la «parte più privata e, per questo, anche più politica», Mi piace lavorare è un film coraggioso, politico, forte che denuncia uno dei tanti sistemi di intimidazione sul lavoro, esemplare nel contribuire a rendere sempre più precario e incerto l'impiego. Selezionato al festival di Berlino,  passa nella sezione Panorama del FilmFest. Dopo la visione del film si terrà un dibattito che prevede la partecipazione del Direttore Cineteca Nazionale Centro Sperimentale di Cinematografia, Dott. Gabriele Antinolfi.  La proiezione del film Mi piace lavorare (Mobbing) è prodromica agli “Stati Generali delle Donne in Molise”, che vedono centrale il tema del lavoro femminile e che si terranno a Campobasso il prossimo 17 Aprile in vista di Expo e della “conferenza mondiale delle donne, Pechino vent’anni dopo” che si svolgerà a Milano nei giorni 26-27-28 settembre 2015.

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Calendario 2015

Il Bel Paese - Viva l'Italia

 

"Il bel paese | ch'Appennin parte e 'l mar circonda e l'Alpe", "il bel paese là dove ‘l sì sona”, popolato di città e palazzi, marmi e arazzi, bellezze fisiche e naturali, all'ombra di un clima senza eguali.
Patria designata della educazione intellettuale e sentimentale, un'educazione alla bellezza estetica ed etica allo stesso tempo.
Fu l´Impero Romano a dominare l´Europa per secoli e ad essere il centro di arte e cultura.
C'è tutto in Italia, troppo di tutto!
L’Italia è "residenza " del 66% dell'arte mondiale, questo a seguito di duemila anni di protagoznismo nella storia e nella cultura delle civiltà moderne europee.
In Italia c'è la più alta presenza di siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, la metà dei tesori d'arte del mondo, ci sono 3.609 musei, 479 siti archeologici, 5.000 beni culturali, 12.609 biblioteche, 46.025 beni architettonici vincolati, 65.431 chiese, 1.500 monasteri, 40.000 castelli assortiti, torri e fortezze, 30.000 dimore storiche, 4.000 giardini, 1.000 principali centri storici e non solo.
L'Italia, patria di Dante, Petrarca, Boccaccio, Pico della Mirandola, Lorenzo il Magnifico, Machiavelli, Alessandro Manzoni, Foscolo, Leopardi, Giovanni Verga, Pirandello, D'Annunzio e ancora di Eugenio Montale, Curzio Malaparte, Vasco Pratolini, Italo Calvino, Dino Buzzati, Alberto Moravia, Elsa Morante, Cesare Pavese, Ignazio Silone, Ennio Flaiano, Goffredo Parise, Pier Paolo Pasolini, Primo Levi, Vitaliano Brancati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Elio Vittorini, Leonardo Sciascia, di Giotto, Raffaello, Botticelli, Caravaggio, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Bramante, Bernini, Tiepolo, Borromini, Donatello, Brunelleschi, Tiziano, Tintoretto, Mantegna, Canova, la patria di Puccini, Verdi, Donizetti, Rossini, Vivaldi.
Ad oggi, con 20 Nobel, l'Italia è al settimo posto nella classifica mondiale per numero di premi dopo Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Svizzera e Russia.
Complessivamente sono stati 75 gli Oscar italiani vinti in tutte le principali categorie: miglior film straniero, miglior regia, miglior attrice ed attore, effetti speciali, fotografia, costumi, colonna sonora.
Solo per citarne alcuni: Anna Magnani per “La Rosa tatuata” nel 1955 e Sophia Loren nel 1962 per “La Ciociara”. Ennio Morricone, Oscar alla Carriera (2007), Nino Rota, Colonna sonora per “Il padrino parte II” (1974), Nicola Piovani, Colonna sonora per “La vita è bella” (1999).
"Sciuscià" di Vittorio De Sica (1947), "Ieri oggi e domani" De Sica (1956), "Ladri di biciclette" ancora De Sica (1959), "La Strada" di Federico Fellini (1957), "Le notti di Cabiria" sempre di Fellini (1958), "Otto e mezzo" Fellini (1963), "Amarcord" Fellini (1974), "Il Giardino dei Finzi Contini" De Sica (1971), "L'ultimo Imperatore" Bernardo Bertolucci (1987), "Nuovo cinema paradiso" Giuseppe Tornatore (1990), "Mediterraneo" Gabriele Salvatores (1992), "La vita è bella" Roberto Benigni (1999), "La grande Bellezza" Paolo Sorrentino (2014).
La moda italiana è celebre in tutto il mondo, rappresenta uno dei grandi richiami del turismo internazionale insieme all’arte, al cibo e alla musica. È l'emblema dello stile e dell’eleganza del Belpaese; Stilisti come Giorgio Armani, Prada, Guccio Gucci, Gianni e Donatella Versace, Valentino, Franco Moschino, Salvatore Ferragamo, Nicola Trussardi, Laura Biagiotti, le Sorelle Fendi, le Sorelle Fontana, Emilio Pucci, Ottavio Missoni, Roberto Cavalli, Gianfranco Ferré e la coppia di stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana sono considerati tra i più grandi designer della moda.
Questa è l'Italia sacra agli Dei.
"L'Italia è l'unico luogo al mondo dove è nata prima la cultura e poi la Nazione. Dobbiamo andar fieri di questo, è una cosa meravigliosa".
A questo punto non possiamo ignorare l'immensa, grande bellezza che ci circonda, non possiamo dimenticare le ragioni che ci hanno portato ad essere il più bel paese al mondo.
"E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata, guai a chi me la tocca. Guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade." (Oriana Fallaci)
Viva l'Italia, l'Italia che non muore!
Jole Antinolfi

 

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Calendario 2016

 

 

Orgoglio Europeo

 

- "L’Orgoglio è il forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito all'incapacità di ricevere umiliazioni."
Da qui vorrei partire:
L'orgoglio della propria cultura, delle tradizioni, della storia, implica un'altra parola, Dignità, "quel sentimento che proviene dal considerare importante il proprio valore morale, la propria onorabilità e di ritenere importante la tutela, la salvaguardia e la conservazione."

A differenza di altri paesi, noi europei non abbiamo mai dimenticato il nostro passato, la nostra storia infinita, la nostra grandezza, la nostra fierezza; al tempo stesso però, siamo sempre stati liberi di provare profondo orrore e vergogna dei nostri errori, ciò ci ha consentito di capire l'importanza dei valori più elevati della nostra conquistata civiltà: Libertà e  Democrazia. Quella libertà che ci consente di criticarci a vicenda, senza il rischio di essere vilipesi, aggrediti, minacciati.
Nonostante i problemi e le polemiche di ragioni economiche, c'è la necessità, oggi più che mai, di dar forza alla consapevolezza delle tradizioni nate con noi, delle nostre capacità, del nostro passato.
C'è un assoluto bisogno di contrastare coloro che vorrebbero distruggere i nostri valori, la nostra civiltà, la nostra storia.
E' inaccettabile dimenticare le nostre conquiste che ci ridurrebbero alla stregua di coloro che distruggono lo splendore del passato, che uccidono la storia, che disprezzano Chagall, Giotto, Cimabue per aver dipinto un crocifisso.
Sarebbe una debolezza etico culturale che ci metterebbe alla stregua di chi distrugge i suoi tesori, il passato, che uccide la sua storia. C'è bisogno di un senso di ribellione e orgoglio comune.
"C'è bisogno di uno scatto europeo!"


Jole Antinolfi

 

"La dimensione dell’Europa non è lo spazio, che la ridurrebbe ad un appendice della
penisola asiatica, ma il tempo, la storia, la tradizione, il passato." (Roberto de Mattei)

 

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Calendario 2017

 

 

"Molise, Molise"
Dopo l'orgoglio europeo e l'orgoglio italiano
è il turno dell'orgoglio molisano.

 

Il calendario di quest'anno, attraverso immagini, ricostruzioni 3D di scansioni TAC 640 slice di oggetti della tradizione molisana eseguite con eccellente maestria dal tecnico di radiologia del Centro Radiologico Potito, Dottor Vincenzo Capuano, con la collaborazione di tutto lo Staff, attraverso poesie, fotografie, aneddoti, leggende, canzoni, ha lo scopo di ricordare tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande una terra così piccola, che spazia dalle montagne ai laghi, ai fiumi e al mare; una terra giovane e antica, abitata dai Sanniti, dai Romani, dall’Homo Aeserniensis, dai Normanni e dai briganti, la terra di Signora Ava, di Tiro al piccione, de Le terre del sacramento e del "Gran rifiuto”.
È un sito archeologico, che può competere con Pompei, possiede un Teatro Sannita "che ha più fascino di quello di Taormina", è sede di un'importante Università.
Il Molise, terra rurale, impervia, dolce ed orgogliosa;
Il Molise, terra dai tramonti che restano nel cuore.
Il Molise ha dato i natali a personalità illustri nel panorama internazionale: scrittori, giornalisti, attori, poeti, scienziati, musicisti, tenori, scultori, pittori.
I suoi paesini sono dei salotti: armonici, ricchi di storie vere ed inventate, con palazzi nobiliari, cattedrali e castelli, puliti, ordinati, diversi l'uno dall'altro.
Nel 1997 è stato istituito il Parco Regionale dei Tratturi, le vie erbose della transumanza tracciate dal calpestio di uomini e greggi nei secoli.
Dal 2006 è in corso la candidatura UNESCO a Patrimonio dell'Umanità.
Il suo territorio difficile, le sue poco agevoli vie di comunicazione, hanno però fatto si che questa regione sia stata da sempre un'oasi tranquilla, lontana dalla delinquenza organizzata, non facile preda di quella delle regioni limitrofe.
Nonostante le difficoltà, direi che la qualità della vita qui è effettivamente un valore aggiunto.
Una regione dalla quale si ha voglia di scappare ma, quando accade, non si riesce a non star male.
Un molisano, costretto a lasciare la sua terra, nonostante tutto resterà per sempre un emigrante.
Il sentimento della sua gente è contrastante, una sorta di amore e odio che può far si che si canti con dolore:

"Sei mai stato in Molise?
Il Molise la mia terra, la mia casa, i miei amici
Sono invecchiati
Molise, Molise, Molise puozz’esse accise".

O, come ha scritto Giose Rimanelli, definito dallo storico, critico d'arte Giambattista Faralli, "Il profeta della via della libertà ":
''Il Molise non è una regione soltanto ma un continente, in perpetua esplorazione del suo essere nell'Universo, attraverso i suoi figli che lo camminano e mai dimenticano. Il "passaporto d'oro" che portano nello zaino è quanto di più prezioso possano avere: fiducia in se stessi come camminanti e fede nella vita come amanti. Il genio nasce dal tozzo di pane; e questo è il cuore del molisano."
In conclusione mi sento di affermare con convinzione e con oggettivo orgoglio che :
Il Molise Esiste, ne ho le prove!


Jole Antinolfi

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