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Calendario 2017

 

 

"Molise, Molise"
Dopo l'orgoglio europeo e l'orgoglio italiano
è il turno dell'orgoglio molisano.

 

Il calendario di quest'anno, attraverso immagini, ricostruzioni 3D di scansioni TAC 640 slice di oggetti della tradizione molisana eseguite con eccellente maestria dal tecnico di radiologia del Centro Radiologico Potito, Dottor Vincenzo Capuano, con la collaborazione di tutto lo Staff, attraverso poesie, fotografie, aneddoti, leggende, canzoni, ha lo scopo di ricordare tutti coloro che hanno contribuito a rendere grande una terra così piccola, che spazia dalle montagne ai laghi, ai fiumi e al mare; una terra giovane e antica, abitata dai Sanniti, dai Romani, dall’Homo Aeserniensis, dai Normanni e dai briganti, la terra di Signora Ava, di Tiro al piccione, de Le terre del sacramento e del "Gran rifiuto”.
È un sito archeologico, che può competere con Pompei, possiede un Teatro Sannita "che ha più fascino di quello di Taormina", è sede di un'importante Università.
Il Molise, terra rurale, impervia, dolce ed orgogliosa;
Il Molise, terra dai tramonti che restano nel cuore.
Il Molise ha dato i natali a personalità illustri nel panorama internazionale: scrittori, giornalisti, attori, poeti, scienziati, musicisti, tenori, scultori, pittori.
I suoi paesini sono dei salotti: armonici, ricchi di storie vere ed inventate, con palazzi nobiliari, cattedrali e castelli, puliti, ordinati, diversi l'uno dall'altro.
Nel 1997 è stato istituito il Parco Regionale dei Tratturi, le vie erbose della transumanza tracciate dal calpestio di uomini e greggi nei secoli.
Dal 2006 è in corso la candidatura UNESCO a Patrimonio dell'Umanità.
Il suo territorio difficile, le sue poco agevoli vie di comunicazione, hanno però fatto si che questa regione sia stata da sempre un'oasi tranquilla, lontana dalla delinquenza organizzata, non facile preda di quella delle regioni limitrofe.
Nonostante le difficoltà, direi che la qualità della vita qui è effettivamente un valore aggiunto.
Una regione dalla quale si ha voglia di scappare ma, quando accade, non si riesce a non star male.
Un molisano, costretto a lasciare la sua terra, nonostante tutto resterà per sempre un emigrante.
Il sentimento della sua gente è contrastante, una sorta di amore e odio che può far si che si canti con dolore:

"Sei mai stato in Molise?
Il Molise la mia terra, la mia casa, i miei amici
Sono invecchiati
Molise, Molise, Molise puozz’esse accise".

O, come ha scritto Giose Rimanelli, definito dallo storico, critico d'arte Giambattista Faralli, "Il profeta della via della libertà ":
''Il Molise non è una regione soltanto ma un continente, in perpetua esplorazione del suo essere nell'Universo, attraverso i suoi figli che lo camminano e mai dimenticano. Il "passaporto d'oro" che portano nello zaino è quanto di più prezioso possano avere: fiducia in se stessi come camminanti e fede nella vita come amanti. Il genio nasce dal tozzo di pane; e questo è il cuore del molisano."
In conclusione mi sento di affermare con convinzione e con oggettivo orgoglio che :
Il Molise Esiste, ne ho le prove!


Jole Antinolfi

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